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"ALL'ESTERNO MOSTRAVANO UNA SPLENDIDA FIGURA,COVANDO ALL'INTERNO IL LORO CUPO PENSIERO REALE" DANTE ALIGHIERI
di Claudio Biancalana
Viviamo in una Società di IPOCRITI. Che l'ipocrisia ci sia sempre stata questo è un dato di fatto. Ma in questo scorcio temporale della nostra esistenza sta assumendo proporzioni al quanto preoccupanti. Se andiamo ad analizzare la parola, troviamo il vero significato che nella maggior parte delle persone che ci circondano oggi possiedono. L'IPOCRISIA è in quelle persone che volontariamente pretendono di possedere delle virtù..... che in realtà non hanno. Forse è il fatto di poter ingannare l'altro, pratica talmente inflazionata, che alla fine ci credono loro stessi. Tutto questo ci porta ad una Società falsa, false ideologie, falsi ruoli, false tendenze, false amicizie, e così via. Simulazioni di virtù allo scopo di ingannare. Purtroppo la parola UMILTA' sta scomparendo dal vocabolario, nella maggior parte delle persone questo pregio non rientra nel loro modo di pensare e di vivere. Certamente la Società dei tempi nostri ci insegna che se non voli alto non sei nessuno. E questo volare alto ha portato tante persone ad essere false, calpestando valori che erano alla base del buon vivere. Vorrei concludere con una mia affermazione: sicuramente qualcuno volerà pure alto.....ma rimarrà sempre un verme.
PIU' VELOCI DELLA LUCE
di Claudio Biancalana
E' di questi giorni, la scoperta del secolo. Nell'underground del Gran Sasso si è superata la velocità della luce (300.000 Km/s). Infatti i Neutrini corrono più veloci della luce. Smontando di fatto la teoria di Einstein, che diceva che la velocità della luce ha un limite quella di 300mila Km/s. Questa scoperta afferma che i neutrini possono viaggiare nel tempo. Ma l'uomo non ancora, siccome l'essere umano è composto di elettroni, neutroni e protoni, non di neutrini, quindi è impossibile. Ma se si trovasse il modo di veicolare informazioni sottoforma di neutrini allora, chissà, potremmo inviare messaggi nel passato. Ecco io mi soffermerei, su questo argomento, sull'ultima frase del discorso, inviare messaggi nel passato. Chissà quante cose si cambierebbero nell'arco della nostra storia. Mi viene in mente, quella di far sapere a tutti i cittadini elettori italiani quello che si andava incontro con le conseguenze che vediamo ad oggi, votando Berlusconi-Bossi. Proprio una bella scoperta.
RAGAZZI INDIFESI
C'è un evidente parallelismo tra calcio e vita. ma il dubbio rimane irrisolto: è il calcio a essere metafora della vita o viceversa? Il dibattito si chiude presto se assistiamo a una partita di bambini, in un torneo giovanile: speriamo che nessuno dei due sia metafora dell'altro. Troppa isteria, troppa voglia di strafare. Genitori ultrà e bambini che scimmiottano i grandi, con le loro esultanze e le loro intemperanze e scorrettezze da moviola. 'altronde vanno a scuola di calcio in modo intensivo, davanti alla tv: tutti i giorni, per ore e ore. Che siano PS3 o i tg o le telecronache, i nostri figli imparano in fretta. Anche il peggio. E questo calcio 2011 di peggio ne sta dispensando con generosità. Noi dobbiamo capire quali insegnamenti stiamo dando alle generazioni più giovani, partendo dai genitori e addetti ai lavori. Bisogna cambiare il calcio, tornare ai valori più semplici, al senso del gioco, al rispetto delle regole e al rispetto di chi ama davvero questo sport. Se non lo faremo, finiremo per consegnare in via definitiva troppi ragazzi indifesi a un cattivo maestro.
"NON INTRATUR IN VERITAE NISI PER CHARITATEM" ( NON SI ENTRA NELLA VERITA' SENZA L'AMORE)
di Claudio Biancalana
Il disagio giovanile e il vuoto emotivo-esistenziale che in questa Società di oggi opprime il fragile rapporto adolescenziale dei nostri ragazzi è preoccupante. Già nel rapporto genitori-figli e in quello dei professori-studenti viene tralasciata l'importanza dell'autostima del giovane, dove l'identità appena abbozzata non si gioca come nell'adulto; " tra ciò che si è e la paura di perdere ciò che si è", ma nel divario più preoccupante "tra il non sapere chi si è e la paura di non riuscire ad essere ciò che si sogna" . Con questo concetto si prefigura l'autostima dell'adolescente, di prendere possesso delle proprie capacità e dell'accoglimento del negativo che è "l'autoaccettazione" indispensabili per far fronte agli eventi avversi della vita. Con questo voglio ribadire l'importanza del nucleo familiare e della scuola nel periodo critico dell'adolescente. I ruoli sono ben separati, il genitore deve interlocuire con i propri figli, con autodisciplina e non con divieti immotivati e punizioni casuali. E perchè le autodiscipline si formino occorre aver passato tanto tempo con i figli e non abbandonarli a se stessi, relegati ad usure all'eccesso i video-terminali ( TV,computer,telefonini,video giochi). Dall'altro canto la scuola non si pone il problema, la scuola svolge i programmi ministeriali, perchè ritiene che il suo compito non sia propriamente quello di educare , ma unicamente quello di istruire, risolvendo l'identità dello studente con l'efficacia delle loro prestazioni, che porta i professori a giudicare in base al profitto acquisito, tralasciando tutte quelle dimensioni che un giovane nella fase adolescenziale sviluppa: identificazioni,proiezioni,desideri,piaceri,dolori, e che la scuola non tiene il minimo conto. Se non si da apprendimento senza gratificazione emotiva e a livelli sbrigativi si rischia di essere controproducenti. Per concludere vorrei dire solamente a tutti i genitori e professori: non interrompete mai la comunicazione,buona o cattiva che sia, qualunque cosa i vostri figli o i vostri studenti facciano.
SOLEDARIETA' A UN GRANDE POPOLO
di Claudio Biancalana
Quello che è successo ai nostri fratelli Giapponesi, è una tragedia di immane proporzioni, con le conseguenze a tutt'ora ancora imprevedibili per l'effetto radiazioni dell'incendio nella centrale nucleare di Fukushima. Ho avuto la fortuna di vivere l'esperienza Giapponese dieci anni fà a Maebashi, nella regione centrale di Gunma, a 200 Km da Tokio,per l'iniziativa del Comune di Orvieto nel gemellaggio fra le due Città, facendo vivere ai nostri ragazzi un'esperienza di vita e culturale di un popolo fantastico, contraccambiando l'anno dopo con l'ospitalità dei ragazzi di Maebashi ad Orvieto nelle nostre case. La cultura Giapponese a mio avviso, è una delle più alte di valore e con il senso del dovere ineccepibile. La loro vita è scandita da ritmi come un orologio svizzero, non è lasciato niente al caso,meticolosi fino all'ossessione e un senso dell'ospitalità unico al mondo. Ai nostri amici Giapponesi va tutta la nostra soledarietà.
GENERAZIONE SMOG
Che hanno fatto di male i nostri figli? Di quale colpe si sono macchiati per essere puniti così severamente? Sulla durezza della pena non c'è nessun dubbio: li costringiamo a crescere in città avvelenate, polveri tanto sottili quanto pericolose. pm10. Pm2,5. Sigle che oggi indicano problemi, e che per domani promettono solo guai. Queste polveri si depositano nel loro sistema respiratorio, pronte a scatenarsi contro corpi giovani e indifesi. Non sappiamo ancora che effetti avranno queste particelle sui loro organismi, e per la verità neanche sui i nostri. Il test che ha compiuto, la Facoltà scientifica dell'Università Bicocca di Milano, conferma che la situazione è completamente fuori controllo, almeno nei centri urbani, con alta densità veicolare. I valori medi sono tripli rispetto ai limiti di legge, e questo sforamento avviene ormai regolarmente. Si pensa di bloccare il traffico per alcune domeniche: misura tipica e, se presa in solitudine, pressochè inutile. l'unico rimedio è la pioggia: ma si può vivere affidando la salute dei nostri figli alle previsioni meteo? Sarebbe necessario un piano anti-smog per tutti i centri urbani, vero epicentro dell'emergenza. Non c'è da avere molta fiducia. Il potere preferisce discutere di denaro e processi, di escort e ideologia. Qui c'è una generazione di minorenni che nessuna telefonata notturna potrà salvare.
CARTA UCCIDI-BATTERI
L'hanno chiamata "carta killer", ma gli unici che devono temere sono i batteri. Agli umani, invece, potrebbe soltanto migliorare la vita e la salute. All'istituto di nanotecnologie dell'università Bar-Illan di Tel Aviv, in Israele, un gruppo di ricercatori ha inventato un materiale per imballaggio alimentare dotato di proprietà battericide. In questo modo, secondo gli esperti, il cibo non sviluppa agenti nocivi per lungo tempo e quindi si conserva meglio. Il materiale è ricoperto di nanoparticelle d'argento che, secondo i test, proteggono l'alimento per molti più giorni e da molti tipi di batteri, compresi quelli resistenti agli antibiotici.
SALMONI CON LA LUPARA
di Giuseppe Di Piazza
Era tutto più semplice: i mafiosi al Sud,il lavoro al Nord, e Cosa Nostra in giro per il mondo. Uno schema classico, dove Osso,Mastrosso e Carcagnosso, la trimurti della 'ndrangheta, stavano al loro posto, nelle loro pietraie, nei loro campi di agrumi e lupare, a succhiare il sangue alla parte onesta del Meridione. Poi le pietraie non bastarono più, non fu più sufficiente tiranneggiare un popolo, togliere speranze a intere generazioni di ragazzi nati da Napoli in giù, importare droga, distribuire morte. Ed ecco allora che le mafie si fecero salmoni, risalirono la corrente italiana attirate da quel profumo che hanno i soldi, gli affari, le terre vergini.
C'è una data per raccontare di questa migrazione, ed è l'età di Luciano Liggio, l'epopea dell'industrializzazione rapida-gli anni sessanta. La fiaba arcaica della mafia al Sud e del lavoro al Nord finiva, e cominciava una storia nuova, fatta di modernismo e infiltrazioni, di sistemi permeabili e sopraffazioni fuori dal territorio d'origine: in Lombardia, in Piemonte, in Liguria, in Emilia.....Mezzo secolo dopo, questa nuova storia è diventata sistema. Come racconta il pentito Di Bella nel libro di Nuzzi e Antonelli e come descrive Cesare Fiumi nelle sue inchieste, fu proprio la Lombardia la più grande terra di conquista per i clan calabresi. E' tutto intorno a noi. Cupole riunite, donne sciolte nell'acido, controllo del territorio, accordi politici. Non a Corleone o ad Africo Nuovo: nel Lecchese, in Brianza, nella cintura operosa e seria di Milano. E' l'Italia del 2010. Un Paese che quasi quasi, vieni via con me, ti prego.
ITALIA, MI RACCOMANDO
di Giuseppe Di Piazza
Raoul Bova è un uomo coraggioso, dice quel che pensa, non si nasconde dietro il fumo delle parole. Non ci credete? Va bene, facciamo un test : quanti di voi avrebbero scelto per suocera la più agguerrita avvocato matrimonialista d'Italia? Lui la fatto, e non ha paura. Dice pane al pane, vino al vino. E' un uomo integerrimo, sa dare corpo sullo schermo a poliziotti e carabinieri, come pochi sanno fare. E al cinema italiano Bova dice, a riprova del suo coraggio, che è imbottito di raccomandati e imbroglioni. Raccomandati possiamo capire, imbroglioni va approfondito. Il discorso comunque è molto serio e, volendo, si può estendere all'intera sala: non solo lo schermo, ma anche gli spettatori, cioè noi italiani. Siamo un paese imbottito di raccomandati, di protetti incapaci, di infingardi che, in virtù del padrinato,occupano posti smisurati per le loro capacità. E non stiamo parlando di politica, ma di vita. La questione infatti è il futuro che vogliamo offrire alle prossime generazioni, ai nostri figli. Sarebbe bello rendere l'Italia un Paese di pari opportunità, e non solo per genere. Un luogo dove il talento e la qualità siano premiati, dove chi è bravo possa emergere. Dove sia possibile fare impresa, dove milioni di persone non debbono vivere nell'incertezza del diritto, dove..... Ho capito: è la sceneggiatura di una fiction. L'Italia, purtroppo, è un reality. Mi arrendo.
UNA BANDIERA PIANTATA NEL FUTURO
di Giuseppe Di Piazza
Si può andare incontro al futuro a occhi bendati, sperare che l'asfalto ci sia sempre, che buche o muri non interrompono traumaticamente in nostro cammino. Oppure si può provare a spalancarli, gli occhi. Guardare davanti a noi, con curiosità, per provare a scorgere il terreno migliore, le vie più sicure per evitare trappole e dolori. Gran parte dell'Occidente sta invece viaggiando da anni a occhi chiusi, a fari spenti, senza bussola: consuma, brucia, distrugge, devasta, spreca. Ignorando persino che tutto- risorse, spazi, bellezza- prima o poi dovrà finire. Ma tanto.... Saranno problemi, di chi verrà dopo. Folle Occidente, folle cultura della dissipazione. Eppure, tra tanta insensatezza, si fa spazio in maniera ora più decisa una nuova cultura della sostenibilità. Non si tratta, com'era ai primordi, della triste equazione ecologico=consumo povero. La nuova nuova cultura parla di acquisti intelligenti, di rispetto per l'ambiente e al contempo di rispetto per il nostro sistema dei desideri. Si può soddisfare una voglia di piacere senza dover per forza recare guasti al Pianeta. E' questo il nuovo credo del consumo sostenibile, la nuova equazione, più complessa, ma più giusta: ecologico=consumo consapevole. Una bandiera piantata nel terreno più interessante che c'è: il nostro futuro, il futuro dei nostri figli.
L'ARROGANZA DEL POTERE
di Claudio Biancalana
Vorrei sottolineare innanzitutto che sono contrario ad ogni forma di violenza. Considerata da me personalmente espressione di ignoranza della persona, che non sa esprimersi in maniera civile e confrontarsi con l'altro anche se di opinioni diverse dalle sue. Questo per dire che le manifestazioni di piazza o i sit-in sulle torri o sui tetti, sono espressioni civili di esasperazione sociale. Mentre le aggressioni o la distruzione di tutto quello che capita, è delinquenza e ignoranza della persona. Violenza è anche l'arroganza e il sopruso verbale di certe personalità che ci governano, il modo in cui non sanno dialogare con chi non la pensa come loro. Questo per allacciarmi a quanto è accaduto in occasione della trasmissione "Annozero" di Santoro del 16 dicembre. Sono rimasto esterefatto dal comportamento arrogante e intimidatorio del Ministro La Russa verso uno studente che esprimeva la sua opinione sull'emendamento "Gelmini", riguardante i tagli universitari. Il modo con cui il Ministro si rivolge con l'atteggiamento del tutto inappropriato di una personalità di governo democratico nel rispetto della persona. Ora i scalmanati e poco di buono, nel marasma collettivo di una popolazione ci sono in qualsiasi Paese. Ma che in un Paese civile e democratico vi sono anche nel marasma politico che governa, questo mi preoccupa. E da quello che ho visto in quella trasmissione, di un Ministro andare in escandescenza, quasi fuori di se, per lo più dire "Stai zitto" con modo minaccioso e dare del "vigliacco" a uno studente che esprimeva la sua opinione, è veramente riprovevole per la democrazia di questo Paese.
LA POLITICA A SERVIZIO DI CHI ?
di Claudio Biancalana
La parola "Politica" deriva dal greco "Polis", cioè " Città ". Secondo un'antica definizione scolastica è l'Arte di governare delle Società. Volendo tentare una definizione della parola " Politica", potremmo dire che è quell'attività che si applica ad una collettività, il cui fine è incidere sulla distribuzione delle risorse perseguendo l'interesse della collettività stessa. Per fare questo ci vuole la "Democrazia" o governo della moltitudine, la quale si chiama " Politia ", cioè costituzione per antonomasia, quando la moltitudine governa per il vantaggio di tutti. Queste belle parole confrontate alla Politica odierna, fanno ridere. Concludendo si può tradurre che i politicanti di oggi, sono dei privilegiati che governano per i loro vantaggi . Sembra più un'Oligarchia che Democrazia, cioè dove il potere è in mano a pochi potenti, per i loro mala affari e per l'arricchimento personale.
UNTO DAL "SIGNORE"
di Claudio Biancalana
La presunzione di essere unto dal "Signore" e di essere borioso con la propria arroganza, deve far riflettere l'individuo a ricominciare con il riconoscimento della propria ignoranza. Su questo tema, vorrei soffermarmi ad una introduzione filosofica di Socrate. "Alcibiade che, ricco di doti e di ambizioni,si appresta a partecipare alla vita politica con la pretesa di risolvere tutti i problemi del popolo. Socrate domanda dove ha appreso la saggezza necessaria a questo scopo. Egli rispose che non si è mai riconosciuto ignorante e quindi non si è mai preoccupato di cercarla." Alcibiade è rimasto nell'ignoranza, nelle peggiori delle ignoranze, quella di chi non sa di esser tale; e da essa può uscire solo imparando a conoscere se stesso. Solo per questa via potrà raggiungere la conoscenza di quella giustizia, che è necessaria per governare uno Stato e senza la quale non si è uomini politici, ma politicanti volgari che ingannano se stessi e il popolo.
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